Il deterioramento della relazione tra il mandante e il delegato e la perdita di fiducia tra di loro è il motivo più comune per la revoca della procura. Quando si conferisce una procura, si sottovaluta la possibilità di una violazione nel loro relazione con il rappresentante a un certo punto. Per evitare possibili problemi in futuro, la procura deve essere accuratamente scritta, la sua scadenza dove essere indicata, ecc.

Il mandante può revocare la procura in qualsiasi momento, anche se prevede una scadenza, e può costringere il mandatario a restituirgli la procura.

Tuttavia, la procura è valida fino al momento in cui la revoca dei poteri viene notificata al rappresentante.

La revoca della procura deve essere effettuata nella stessa forma della procura. Il rappresentante può essere notificato di persona e restituire l’originale della procura al mandante. Quando i relazioni tra le parti si sono deteriorati, molto spesso viene inviato un invito notarile, notificando al delegato la revoca della procura. Si raccomanda che, contestualmente o prima dell’invio al delegato, il mandante invia comunicazioni scritte alle persone dinanzi alle quali il delegato può rappresentarlo.

Un caso particolare sono le procure generali o speciali, che includono i diritti del delegato di disporre degli immobili del mandante e di stabilire diritti reali su di essi. Per la loro validità, la legge richiede l’autenticazione notarile sia della firma del mandante che del contenuto della procura. Tali procure, così come le procure per le banche, sono iscritte dal notaio in un registro telematico tenuto dalla Camera dei notai pubblici. Al fine di essere tutelati da eventuali azioni in malafede da parte del delegato, i mandanti devono revocare tali procure davanti a un notaio. Può essere il notaio che ha certificato la procura o un altro notaio. Il documento di revoca della procura deve essere autenticato contemporaneamente alla firma e al contento. I notai iscrivono nel registro un estratto degli atti notarili con cui vengono revocate le procure. Tuttavia, solo la revoca delle procure notarili può essere iscritta in questo registro.

È possibile che, nonostante gli sia stata notificata la revoca della procura, il rappresentante stipula un contratto con un terzo che, però, non era a conoscenza della revoca. In questo caso, la transazione non vincolerà il rappresentato. Non sarà valido contro di lui. Se la transazione è nel suo interesse, non ci sono ostacoli per confermarla. In caso di rifiuto da parte del preponente di confermare la transazione o l’azione, la persona che si è presentata come procuratore dovrà risarcire la terza parte.

Tuttavia, se il mandante è un commerciante, saranno valide la transazione o le azioni eseguite dal rappresentante dopo la revoca della procura. Nel caso in cui il mandante non si opponga non appena viene a conoscenza di loro, lo vincoleranno validamente. L’opposizione deve essere esplicita e la terza parte deve essere notificata.

Nel caso in cui la revoca dell’autorizzazione fosse subordinata all’ingresso e fosse stata inserita nel registro notarile, i terzi non potranno sostenere di non essere a conoscenza del ritiro. Qualsiasi parte di un’operazione in cui la controparte è rappresentata da un delegato può richiedere al notaio dell’operazione di verificare l’autorità di rappresentanza del delegato nel registro. Inoltre, se il delegato e la persona con la quale negozia si accordano a danno del rappresentato, il contratto non ha effetto sul mantante.

Per ulteriori informazioni o se desideri assistenza per la preparazione e revoca di una procura, non esitare a contattarci via e-mail: office@kgmp-legal.com o chiamaci al numero: +359 2 851 72 59.

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