Nella sentenza nella causa C‑28/18, la Corte dell’UE rileva che l’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 260/2012, che stabilisce i requisiti tecnici e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro, deve essere interpretato nel senso che osta a una clausola contrattuale, che esclude il pagamento mediante addebito diretto denominato in euro effettuato attraverso lo schema di addebiti diretti istituito a livello di Unione europea (addebito diretto SEPA) qualora il pagatore non abbia il proprio domicilio nello stesso Stato membro in cui il beneficiario ha stabilito la sede delle sue attività.

La domanda di pronuncia pregiudiziale è stata presentata nell’ambito di una controversia tra il Verein für Konsumenteninformation (Associazione per l’informazione dei consumatori) e la Deutsche Bahn AG, in merito all’impossibilità per i viaggiatori che non hanno domicilio in Germania di pagare i biglietti prenotati tramite il sito Internet di tale società mediante un addebito diretto SEPA.

Il più delle volte, i consumatori dispongono di un conto di pagamento nello Stato membro in cui hanno il loro domicilio. Ecco perchè, il requisito del domicilio sul territorio nazionale equivale indirettamente a designare lo Stato membro nel quale il conto di pagamento deve essere situato, il che è esplicitamente vietato, dal regolamento, al beneficiario di un addebito diretto SEPA. Attraverso tale divieto, il regolamento intende consentire ai consumatori di utilizzare, ai fini di un pagamento mediante addebito diretto, un solo e medesimo conto di pagamento per qualsiasi operazione all’interno dell’Unione, riducendo così i costi legati al mantenimento di più conti di pagamento.

È irrilevante a tale proposito che il consumatore possa utilizzare metodi di pagamento alternativi, quali una carta di credito, PayPal, o un bonifico bancario istantaneo.

La Corte sottolinea che i beneficiari di pagamenti sono liberi di offrire o meno ai pagatori la possibilità di effettuare pagamenti mediante addebiti diretti SEPA. Quando offrono tale possibilità, essi non possono subordinare l’uso di questo metodo di pagamento a condizioni che pregiudicherebbero l’effetto utile del divieto di imporre che il conto del pagatore sia situato in un determinato Stato membro.

In ogni caso, nulla impedisce a un beneficiario di ridurre i rischi di abuso o di mancato pagamento, prevedendo, ad esempio, che la consegna o la stampa dei biglietti sia possibile solo dopo il momento in cui tale beneficiario ha ricevuto conferma dell’incasso effettivo del pagamento.